Questo blog inizia così, denunciando il malessere in cui cadono i più grandi cantieri della contemporaneità.
Nell'anno in cui si vedono sorgere i cantieri dell'expò Milano 2015, nel mese in cui il giornale dell'Architettura scrive "Basta consumo di suolo", dopo un giorno in cui abbiamo visitato la mostra Recycle al MAXXI di Roma dedicata ad una architettura a volume zero ispirata al riciclo e riuso.
ed anche da diverse riviste di architettura:
" i visitatori sono accompagnati verso una collezione di dune in calcestruzzo, il quale mima attraverso banali simboli l’appartenenza ad un quadro urbano, per poi essere trasportati in una dimensione aliena, dove enormi cunei sprofondano dall’alto segnalando così la posizione delle alberature del piano superiore, dove ad aspettare vi è una sorta di foresta artificiale incastonata in quello che vorrebbe essere l’intradosso di un cavalcavia. A completare lo spettacolo, coltivazioni intensive di tulipani, una foresta di pale eoliche, persino un acquitrino con flora esportata in Germania per l’occasione. I temi dello skyfarming, della terraformazione, dell’integrazione energetica negli edifici, vengono anticipati con un unico gesto progettuale, capace di portare con sé, oltre che un verosimile modello edilizio del prossimo futuro, anche una carica espressiva notevole, dopotutto figlia della cultura e del sentire nazionale dei progettisti."





