Questo blog inizia così, denunciando il malessere in cui cadono i più grandi cantieri della contemporaneità.
Nell'anno in cui si vedono sorgere i cantieri dell'expò Milano 2015, nel mese in cui il giornale dell'Architettura scrive "Basta consumo di suolo", dopo un giorno in cui abbiamo visitato la mostra Recycle al MAXXI di Roma dedicata ad una architettura a volume zero ispirata al riciclo e riuso.
Come Architetti under 40 abbiamo studiato queste opere fotografate come il nuovo Manifesto della sostenibilità, descritto così da blog http://piliaemmanuele.wordpress.com/2011/10/30/luso-delle-infrastrutture_/
ed anche da diverse riviste di architettura:
" i visitatori sono accompagnati verso una collezione di dune in calcestruzzo, il quale mima attraverso banali simboli l’appartenenza ad un quadro urbano, per poi essere trasportati in una dimensione aliena, dove enormi cunei sprofondano dall’alto segnalando così la posizione delle alberature del piano superiore, dove ad aspettare vi è una sorta di foresta artificiale incastonata in quello che vorrebbe essere l’intradosso di un cavalcavia. A completare lo spettacolo, coltivazioni intensive di tulipani, una foresta di pale eoliche, persino un acquitrino con flora esportata in Germania per l’occasione. I temi dello skyfarming, della terraformazione, dell’integrazione energetica negli edifici, vengono anticipati con un unico gesto progettuale, capace di portare con sé, oltre che un verosimile modello edilizio del prossimo futuro, anche una carica espressiva notevole, dopotutto figlia della cultura e del sentire nazionale dei progettisti."

Siamo in Germania, un paese che secondo il Modello di sviluppo Europeo dovrebbe rappresentare l'esempio di buona condotta, il progesso consapevole ma questo sito a soli sei anni dall'inaugurazione sembra essere più che modello urbano reitengrato, un sito fatiscente con infrastrutture sovradimensionate in totale abbandono in cui l'unica riconversione, se così possiamo dire, è un negozio cinese che ha ricostruito all'interno di un padiglione un'architettura cinese di nuova realizzazione.
Tutte le architetture stanno cadendo a pezzi, poche hanno resistito all'abbandono, nessuno del luogo sembrava ricordarsele.
Expò così come riporta il sito http://it.wikipedia.org/wiki/Esposizione_universale nasce con la prima Esposizione Universale venne organizzata al Crystal Palace in Hyde Park a Londra nel 1851 ed è conosciuta come la Great Exhibition (formalmente Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations). Questa manifestazione nacque da una intuizione del Principe Alberto, marito della Regina Vittoria e divenne il riferimento per tutte le successive, influenzando numerosi aspetti della società quali le arti, l'educazione, il commercio e le relazioni internazionali.
L'attrazione principale delle Esposizioni sono i padiglioni nazionali, gestiti dai Paesi partecipanti, che si aggiungono ai padiglioni tematici dell'organizzazione. Storicamente ogni esposizione è stata sempre caratterizzata da particolari strutture, divenute simbolo dell'esposizione, nonché talvolta della città organizzatrice o del Paese organizzatore stesso.
Le strutture espositive di una Esposizione Universale sono normalmente e per la maggior parte temporanee, e vengono smantellate a fine evento. Ciò non succede alle strutture principali (centri congressi, anfiteatri, teatri, padiglioni dei Paesi organizzatori, ecc.) che solitamente sono riutilizzate e riconvertite. Talvolta alcune installazioni sono state mantenute e diventate veri e propri simboli cittadini o nazionali.
L'attrazione principale delle Esposizioni sono i padiglioni nazionali, gestiti dai Paesi partecipanti, che si aggiungono ai padiglioni tematici dell'organizzazione. Storicamente ogni esposizione è stata sempre caratterizzata da particolari strutture, divenute simbolo dell'esposizione, nonché talvolta della città organizzatrice o del Paese organizzatore stesso.
Le strutture espositive di una Esposizione Universale sono normalmente e per la maggior parte temporanee, e vengono smantellate a fine evento. Ciò non succede alle strutture principali (centri congressi, anfiteatri, teatri, padiglioni dei Paesi organizzatori, ecc.) che solitamente sono riutilizzate e riconvertite. Talvolta alcune installazioni sono state mantenute e diventate veri e propri simboli cittadini o nazionali.
Crediamo sia fondamentale riflettere su che cosa significa architettura temporanea e che impatto generano i sei mesi dell'evento su tutto il territorio. L'architettura deve ragionare sull'impatto di sottrazione di suolo, trasporto di materiali, consumo di materiali e smaltimento o riuso della "materia architettura".
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